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Chiesa Gesuita Roma : S. IGNAZIO DI LOYOLA

 

La piccola e deliziosa piazza di Sant’Ignazio si apre come un teatro a cielo aperto, con le quinte scenografiche tracciate dagli spigoli dei tre palazzetti detti “burrò” che l’architetto Filippo Raguzzini ha disegnato tra il 1727-28 per chiudere con un bizzarro e vivace fondale lo spazio antistante la chiesa.

Massimo tempio gesuitico a Roma, come il poco distante Gesù, è dedicato al santo fondatore dell’Ordine. Strettamente collegato alla chiesa è il Collegio Romano, “università” per i giovani che volevano entrare a far parte della prestigiosa e potente Compagnia. L’antica chiesetta, risalente al 1562-66 e dedicata alla SS. Annunziata, fu abbattuta perché risultata troppo piccola per le accresciute esigenze dell’Ordine e degli studenti.

Per volere di Gregorio XV – che ad appena un anno dall’inizio del suo pontificato aveva canonizzato, il 12 marzo del 1622, Ignazio di Loyola insieme a Filippo Neri, Francesco Saverio e Teresa d’Avila – si avviò dunque, in quello stesso 1622, la costruzione di un grandioso tempio ad opera di Orazio Grassi con la supervisione di Carlo Maderno, Paolo Maruscelli e Orazio Torriani.

L’edificazione ebbe alterne vicende fino all’esaurimento dei fondi nel 1685, quando si dovette rinunciare alla costruzione della cupola.

La monumentale facciata in travertino, che si richiama alla chiesa del Gesù per l’articolazione plastica di semicolonne e paraste in due ordini raccordati da volute laterali,  produce un piacevole contrasto con le mosse architetture rococò della piazza che la fronteggia; l’interno, a navata unica con cappelle laterali intercomunicanti, è dominato dalla spettacolare tela dipinta (di diciassette metri di diametro), capolavoro di padre Andrea Pozzo (1642-1709).

Ultima grande commissione del padre generale Oliva, rappresenta una soluzione eccezionale e originale nell’ambito della decorazione barocca a Roma.

 

Affidando l’incarico al trentino padre Pozzo – affermato studioso di prospettiva giunto a Roma nel 1681 da Milano, che aveva già realizzato per i padri come prima opera, entro il 1684, il celebre e riuscito ciclo di affreschi nelle Stanze di Sant’Ignazio alla Casa Professa – si cerca di risolvere il problema della cupola.

Padre Pozzo, (autore d’importanti trattati teorici come il Perspectiva pictorum et architectorum pubblicato nel 1693), dipinge dapprima (1685) la tribuna con L’Assedio di Pamplona del 1521 e l’abside con S. Ignazio che guarisce gli appestati, poi trova una brillante soluzione per la cupola impossibile iniziando, nel 1688, a dipingere la gigantesca tela della volta con il Trionfo di Sant’Ignazio.

Il geniale prospettico costruisce una scenografia di tipo quadraturista proiettando la scena dipinta verso l’alto mediante una complessa e ariosa architettura di colonne aperta verso il cielo immaginata per creare uno spazio illusorio e profondo simulante l’interno di una cupola reale. Nei pennacchi sono dipinti i quattro continenti a simboleggiare la diffusione dell’Ordine in tutto il mondo.

L’effetto illusionistico di questo capolavoro si coglie perfettamente dal disco di giallo antico posto al centro della navata. Nel 1891 l’enorme tela fu squarciata dall’esplosione della polveriera di Monteverde e negli anni Sessanta fu  radicalmente restaurata.

 

Altri importanti interventi di padre Pozzo nella chiesa sono: nel transetto destro, il ricchissimo altare dedicato a San Luigi Gonzaga disegnato dall’artista nel 1698, le cui quattro colonne di marmo verde antico incorniciano il rilievo marmoreo di Pierre Legros con la Gloria di S. Luigi Gonzaga del 1697-99; al di sotto della mensa d’altare sono conservate in una preziosa urna di lapislazzuli le reliquie del santo, mentre la volta dipinta da padre Pozzo raffigura la Gloria del santo; nella Cappella Maggiore padre Pozzo realizzò tutti gli affreschi con: la Visione di S. Ignazio a La Storta, S. Ignazio invia S. Francesco Saverio nelle Indie, S. Ignazio riceve S. Francesco Borgia.

Anche la volta del transetto sinistro dove è raffigurata l’Assunzione è di mano di Andrea Pozzo; l’altare porta una bella pala marmorea (Annunziata) di Filippo Della Valle (1749).

Sulla parete di controfacciata la Religione e la Magnificenza di Alessandro Algardi sorreggono l’iscrizione commemorativa della consacrazione della chiesa (1650). Turismo scolastico religioso. Accoglienza Roma Il Collegio Romano